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Curare i disturbi del sonno con l’osteopatia

Quando si parla di disturbi del sonno, il più delle volte, si pensa erroneamente, solo all’insonnia. È sicuramente quello più conosciuto, ma non è l’unico.

Il sonno fondamentale per la salute e per il benessere fisico e psichico. Dormire bene, inoltre, ha ripercussioni sulla vita quotidiana ed incide sull’attività lavorativa e sociale. I disturbi del sonno sono vari e diversi e possono essere dovuti cause soggettive come il disturbo dell’umore, la depressione, l’ansia.

Nell’articolo di oggi di Osteopata Edoardo Rossi, parliamo delle varie tipologie e di come possono essere curati.

Tipologie di disturbi del sonno

  • Disturbi nella fase dell’addormentamento o nel mantenimento del sonno. In questa categoria ricadono le persone che hanno problemi a dormire la notte o chi si addormenta ma si risveglia troppo presto.
  • Ipersonnie o eccessiva sonnolenza, ovvero colpi di sonno improvvisi in situazioni inaspettate.
  • Irregolarità del ritmo sonno-veglia, come il jet lag, cioè una regolazione alterata del ritmo di veglia e sonno nell’arco delle 24 ore.
  • Parasonnie, ovvero disturbi associati al sonno, a stadi del sonno o a risvegli parziali.

Conseguenze

Questi disturbi influiscono principalmente sulla capacità di addormentarsi e di rimanere addormentati.

La cattiva qualità e quantità del sonno compromette inevitabilmente la qualità della vita e può comportare problematiche di salute importanti.

 Le principali conseguenze dell’insonnia sono:

  • astenia, ossia una stanchezza significativa;
  • disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria, soprattutto sul lavoro;
  • eccessiva sonnolenza diurna;
  • disturbo dell’umore a causa di ansia e facile irritabilità.

Osteopatia e disturbi del sonno

Una volta stabilite le cause, il trattamento osteopatico può essere una soluzione efficace per combatterli.

In questi casi, il trattamento osteopatico prevede l’utilizzo del massaggio cranio-sacrale, manipolazioni dello sterno e dell’osso sacro. La seduta è personalizzata in base allo specifico disturbo e al paziente.

Questo tipo di trattamento può essere adattato sia per i neonati, migliorando la qualità e quantità del sonno, che per gli adulti, insieme al trattamento medico.

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Prima visita osteopatica: come funziona e cosa aspettarsi.

A causa di mal di schiena, dolore al collo, infortuni, sempre più persone si rivolgono all’osteopata.

La prima visita osteopatica è un consulto a 360°, dove il professionista ascolta e studia il paziente, la sua storia e tutti i fattori che possono agire sulla sua condizione fisica generale.

Per ottenere dei risultati vengono attuati dei trattamenti diversi e personalizzati per ogni paziente, scegliendo le tecniche e metodiche più sicure ed efficaci, caso per caso.

Nell’articolo di oggi parliamo nel dettaglio della prima visita osteopatica e di come avviene.

Durante la prima visita osteopatica

La prima visita dura circa un’ora e permette all’osteopata di:

  • Conoscere l’anamnesi del paziente: tutti i dettagli della sua sintomatologia e tutti gli aspetti che possono influire sul dolore o sulla postura. Si parla quindi della sua storia clinica, eventuali traumi, patologie o interventi pregressi. L’osteopata si informa anche su componenti emotive della sfera psicologica del paziente.
  • Fare un esame obiettivo, tramite test specifici che permettono di valutare l’atteggiamento globale del corpo, nello spazio e dei distretti inerenti.
  • Valutare lo stato di salute delle articolazioni, dei tessuti e dei legamenti del paziente
  • Stabilire una diagnosi
  • Decidere il trattamento per risolvere il problema

Stabilire il trattamento sul lungo termine

Durante la prima visita tutti i dati raccolti, vengono rielaborati attraverso un processo di integrazione osteopatica con lo scopo di trovare la radice del disturbo del paziente.

In questo caso, l’osteopata può trattare zone anche distanti da quella dove è presente il dolore. ma che risultano funzionalmente connesse ad essa. Su queste, l’osteopata andrà a intervenire, per ottenere un successo terapeutico anche nel lungo termine.

Fatta chiarezza su quelle che sono le strutture sulla quale intervenire, si organizzano la cadenza, le tempistiche e le modalità degli interventi osteopatici.

L’osteopatia come strumento di prevenzione

È proprio nella prevenzione che l’osteopatia esprime a pieno le sue potenzialità. L’osteopata, infatti è in grado di riconoscere e modificare eventuali fattori di rischio per lo sviluppo di problematiche muscolo scheletriche. Tra queste troviamo discopatie, ernie, strappi muscolari, sbilanciamenti posturali e molto altro.

Grazie a interventi preventivi, è possibile migliorare la postura o adottare una corretta armonia dei movimenti dei gesti tecnici e sportivi.

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Tendinopatie spalla, come trattarle con l’osteopatia

Tendinopatia è il termine con cui i medici indicano qualsiasi sofferenza o infortunio, ostico da curare, a carico dei tendini. Può essere frutto di traumi, sovraccarico funzionale o di alcune malattie sistemiche il cui recupero può richiedere diversi mesi.

Nonostante qualsiasi tendine del corpo umano possa sviluppare una tendinopatia, alcuni sono più colpiti di altri. Ad esempio, le tendinopatie spalla sono tra le più comuni. Oggi, con Osteopata Edoardo Rossi, parliamo di come può essere curata con l’osteopatia.

Le cause delle tendinopatie spalla

all’origine di una tendinopatia c’è un trauma o un sovraccarico funzionale del tendine, ma le tendinopatie, possono derivare anche da malattie sistemiche. Tra queste c’è il diabete, che può alterare la normale microarchitettura tendinea.

Nel caso di tendinopatia da un trauma o da sovraccarico funzionale, i tendini interessati riguardano un punto specifico; quando la causa invece è una malattia sistemica, possono interessare tendini sparsi nel corpo.

L’intervento osteopatico

Nel caso di una tendinite il contributo osteopatico può essere molto importante.

Nella gestione della fase acuta, sarà necessario dare al tendine un periodo di riposo funzionale, quindi continuare a utilizzarlo senza carichi e in base al dolore.

In questa fase, l’osteopata agirà localmente nell’area del tendine con tecniche fasciali, riducendo l’infiammazione. In aggiunta, verranno valutate le zone che si possono trattare in modo da migliorare la circolazione venosa per poi ridurre ulteriormente l’infiammazione.

Infine, si cercherà di ridurre le limitazioni di movimento nelle aree vicine al tendine causate dall’infiammazione. In questo modo si eviterà di sovraccaricare il tendine già infiammato.

I risultati osteopatici dipendono dalla gravità e dallo stato di salute generale della paziente. Per questo motivo è fondamentale affidarsi immediatamente a un esperto del settore.

Un osteopata potrà valutare tra le varie cause che hanno portato alla tendinopatia. Agirà di conseguenza, per attuare il trattamento più adatto anche in base al paziente.

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Elasticità muscolare, come migliorarla con l’osteopatia

L’elasticità muscolare è la capacità di allungamento dei muscoli al massimo e di tornare al loro stato originario.

Un maggiore allungamento ed una buona elasticità muscolare, possono voler dire maggiore ampiezza dei movimenti, maggiore forza, maggiore risparmio energetico e maggiore coordinazione.
Scopri come migliorarla nell’articolo di oggi di Osteopata Rossi.

 

Lo stretching in osteopatia

In osteopatia, lo stretching definisce un insieme di esercizi di allungamento e stiramento muscolare, utili non solo prima e dopo l’attività fisica ma anche nella routine quotidiana.

L’obiettivo dello stretching è quello di migliorare l’ampiezza del movimento e la forza espressa. Ma agisce anche sulla coordinazione e il risparmio energetico del corpo, lavorando sul miglioramento delle capacità di allungamento e stiramento muscolare.

 

Questi esercizi hanno un’azione benefica su diversi sistemi, tra cui quello nervoso, cardiovascolare e su quelli muscolare e articolare.

 

Tipologie di stretching

 

Esistono 3 principali tipologie di stretching:

 

  • Stretching statico:utile per migliorare i tempi di recupero, ma controindicato prima di un allenamento di forza. Consiste nel mantenere una posizione di allungamento da soli, in modo attivo, o aiutati dall’osteopata, in modo passivo.
  • Stretching dinamico attivo: necessario per migliorare l’ampiezza del movimento, consiste nel muovere un arto verso la sua completa ampiezza di movimento per più volte di fila. Questa tipologia di stretching è utilizzata prevalentemente nella preparazione degli atleti.
  • Stretching propriocettivo in cui si chiede la contrazione isometrica del muscolo agonista o antagonista. Questa tipologia di stretching è utilizzata non solo dagli osteopati, ma anche dai fisioterapisti nella terapia riabilitativa.

 

Gli esercizi di stretching variano a seconda delle esigenze, degli obiettivi e soprattutto della struttura del paziente.

Per questo motivo è necessario essere seguiti da figure professionali e competenti. L’osteopata aiuta a capire la tipologia di stretching più adatta.

 

In osteopatia, lo stretching è un’arma fondamentale che viene utilizzata direttamente dall’osteopata durante il trattamento o insegnata per essere eseguita in autonomia.

 

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Plagiocefalia neonato, cos’è e come trattarla con l’osteopatia.

La plagiocefalia è un’anomalia morfologica del cranio, tipica dei neonati.

Ecco come riconoscerla e curarla, con l’osteopatia.

Plagiocefalia: di cosa si tratta.

Con il termine plagiocefalia si indica la presenza di anomalie nelle simmetrie del cranio del neonato. La plagiocefalia è, caratterizzata da un appiattimento unilaterale della regione occipito-parietale della volta cranica.
In genere, la testa di un neonato con plagiocefalia presenta un orecchio in posizione più avanzata rispetto all’altro o un occhio più piccolo dell’altro ecc.

Una diagnosi tempestiva rappresenta un elemento indispensabile per avviare il trattamento che, se attuato entro i 4 mesi di vita del bambino, sarà con ottime probabilità risolutivo evitando ulteriori conseguenze che potrebbero verificarsi in seguito.

Le Cause della plagiocefalia

Le cause di plagiocefalia sono numerose, ma quella più comune è il prolungato appoggio unilaterale della testa nel corso della notte o dei riposi diurni. Si determina così una pressione che, a causa della malleabilità delle ossa craniche dell’infante, può modificare la forma del cranio.

Ecco le cause di plagiocefalia più comuni.

  • Problematiche dell’utero e della via intrauterina: il momento in cui il feto attraversa il canale cervicale dell’utero, sarebbe responsabile di alterazioni morfologiche della testa, tra cui la plagiocefalia e la brachicefalia.
  • La nascita prematura. Che comporta una maggiore tendenza a subire una modificazione morfologica del cranio durante l’attraversamento del canale dell’utero a causa della fragilità maggiore dei neonati;
  • Una muscolatura del collo troppo debole che tende a far piegare la testa verso uno lato soltanto, facendole assumere una posizione errata favorirebbe l’appiattimento di un lato soltanto della testa.
  • La cranio sinostosi, un’anomalia del cranio, dovuta alla fusione prematura di una o più suture craniche.

L’intervento osteopatico

Lo scopo del trattamento osteopatico è quello di ripristinare l’integrità strutturale e la continuità dei tessuti/fluidi per permettere al corpo di mettere in atto il suo potere d’autoguarigione.

Verranno prese in esame tutte quelle strutture craniche e riportate dolcemente ad una “normalità” che permetta una corretta fisiologia. La terapia manuale osteopatica ha lo scopo di ottimizzare la simmetria nella crescita del bambino. In questo modo l’osteopatia restituirà alla testa del neonato una forma che gli permetta di muoverla in tutte le direzioni senza problemi.

Visita il sito di Edoardo Rossi Osteopata e prenota una visita osteopatica.

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Come curare l’ernia del disco lombare con l’osteopatia

Quali sono le possibili cause dell’ernia del disco lombare, come prevenirla e quali sono i benefici dell’osteopatia.

L’ernia del disco lombare è causata dalla compressione dei nervi spinali o del midollo per via della rottura e della fuoriuscita del nucleo del disco della colonna vertebrale.

Ernia del disco lombare: le possibili cause

Generalmente l’ernia lombare è la conseguenza di lavori fisicamente impegnativi o di traumi significativi che la colonna vertebrale subisce, ad esempio, durante attività sportive o a seguito di un sollevamento di pesi eccessivi o per l’abitudine a posizioni scorrette.

Il disturbo può essere dovuto anche dall’invecchiamento delle strutture osteoarticolari, l’indebolimento e l’assottigliamento dei muscoli della schiena e dei legamenti della colonna vertebrale limitano il contenimento del nucleo polposo nella sua sede naturale creando così dei fastidi nella zona lombare.

Come prevenirla

La prevenzione dell’ernia al disco si basa sul mantenimento di un buon tono muscolare di quei muscoli denominati “core”, ovvero l’insieme dei muscoli addominali, obliqui, lombari e paravertebrali.

Corrette abitudini alimentari, controllo del peso corporeo e attività fisica regolare aiutano a prevenire la comparsa di ernie lombari. Anche lo stretching è utile, perché aiuta a migliorare la flessibilità del tratto lombosacrale e dei muscoli ischio crurali.

Ernia del disco lombare e osteopatia

L’ernia del disco lombare causa lombalgia (dolore nella parte bassa della schiena) e spesso prosegue fino all’arto inferiore, quindi può coinvolgere anche glutei, coscia, gamba e piede (sciatalgia).

L’approccio osteopatico, inizialmente, implica la valutazione della colonna vertebrale nel suo insieme e il tentativo di stabilire il motivo per cui quel particolare disco è diventato sintomatico. Dopo aver valutato lo stato della colonna vertebrale e dopo aver stabilito le cause, l’osteopata, attraverso l’utilizzo di tecniche specifiche, aiuterà a diminuire la compressione esercitata dal disco e di conseguenza a facilitare il drenaggio dell’infiammazione.

Grazie a questo intervento si avrà, nel breve periodo, un’attenuazione dei sintomi motori e del dolore, mentre nel lungo periodo il miglioramento della postura del paziente. Una volta attenuato il dolore e recuperata la funzionalità della colonna vertebrale, si passerà ad un percorso di rieducazione posturale che aiuterà a prevenire il ripresentarsi dell’ernia e a ridare una mobilità armonica ed equilibrata.

Per ulteriori informazioni contatta il lo Studio Osteopatico Edoardo Rossi: visita il sito e fissa un appuntamento per una valutazione approfondita.

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Come curare il torcicollo con l’osteopatia

Quali sono le cause principali del torcicollo e come curarlo con l’osteopatia: tutto quello che devi sapere sull’argomento.

Il torcicollo non è altro che una condizione pseudo-patologica contraddistinta da una totalelimitata mobilità del collo, accompagnata da dolore cervicale acuto ed intenso.

Si tratta di un disturbo estremamente frequente e doloroso, dovuto ad una contrattura dei muscoli laterali del collo.

Le cause principali del torcicollo

Il torcicollo quindi non è altro che una contrattura della muscolatura del collo che può essere favorito da cause differenti. Le principali sono:

  • Posture errate assunte per lunghi periodi, nel corso della giornata o quando si dorme;
  • Movimenti bruschi ed improvvisi del collo;
  • Esposizione a correnti d’aria e sbalzi di temperatura;
  • Sovraccarichi eccessivi e ripetuti sui muscoli del collo.
  • infezioni virali, le infiammazioni e le lesioni al rachide cervicale (es. ernia discale)
  • Stress o uno stato d’ansia possono indurre una tensione a livello dei muscoli del collo.

Esistono poi altri casi in cui può comparire una sintomatologia simile al torcicollo, come ad esempio in caso di ernie cervicali oppure a seguito di traumi diretti, incidenti o tamponamenti.

Come curare il torcicollo con l’osteopatia

Nella maggior parte dei casi, il torcicollo è dovuto alla presenza di una o più contratture dei muscoli cervicali e il dolore si risolverà in un tempo compreso tra i 4 e i 10 giorni.

Un rimedio per il torcicollo è quello che prevede qualche massaggio rilassante e la somministrazione di antiinfiammatori orali e locali per ridurre l’infiammazione e di conseguenza il dolore.

Questa prassi, oltre ad avere un effetto molto limitato, non riduce la possibilità che il torcicollo ritorni.

L’aiuto che l’osteopatia invece può dare in questi casi è più globale e più duraturo.

L’osteopata, invece che andare ad agire esclusivamente sulla zona dolorante, si occuperà di cercare e sistemare tutte le problematiche che hanno portato alla comparsa del torcicollo, come per esempio difetti di postura o vecchie contratture non trattate.

Il trattamento è basato sulla rimozione delle rigidità e il ripristino della mobilità.

Una volta recuperato il corretto equilibrio, migliorate la postura e le articolazioni del collo e scaricato la tensione muscolare, non solo il torcicollo inizierà a guarire, ma verrà notevolmente ridotta la probabilità che si ripresenti.

L’osteopata Edoardo Rossi si occupa del trattamento di vari disturbi articolatori come il torcicollo. La sua esperienza ti permetterà di ricevere il giusto trattamento per questa patologia senza più sentire i fastidiosi dolori del torcicollo.

Consulta il sito per saperne di più o per fissare un appuntamento.

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Lombalgia e lombosciatalgia: cause, sintomi e cure

Lombalgia e lombosciatalgia sono due termini che indicano due disturbi differenti: andiamo a vedere quelle che sono le possibili cause, i sintomi e i rimedi.

La lombalgia e la lombosciatalgia sono i due termini che vengono indicati per descrivere il mal di schiena. In realtà questi due disturbi, che vengono confusi, sono due patologie differenti: la lombalgia si riferisce al dolore della schiena nella zona lombare mentre la lombosciatalgia (sciatica o sciatalgia lombare) include il dolore sciatico oltre a quello lombare.

Nel caso della lombalgia i sintomi sono caratterizzati da dolore intenso localizzato ed improvviso, in corrispondenza della parte bassa della schiena che può essere scatenato da contratture, stiramenti, distorsioni muscolari o infortuni di varia natura.

Le cause della lombosciatalgia invece possono dipendere dall’ernia del disco spinale (nel 15% dei casi) dalla discopatia nella zona lombo-sacrale o dalla stenosi spinale.

Come curare la lombosciatalgia e lombalgia con l’osteopatia

La lombosciatalgia e la lombalgia prevedono lo svolgimento di un iter terapeutico molto simile mirato a ridurre l’infiammazione ed il dolore acuto. Solitamente viene somministrata una terapia antinfiammatoria con farmaci a base di ibuprofene o paracetamolo, qualora i dolori dovessero continuare a persistere si opta per trattamenti alternativi come la laserterapia, la tecarterapia e gli ultrasuoni.

Un approccio del tutto diverso ma altamente efficace per la cura della lombosciatalgia e della lombalgia è sicuramente quello osteopatico. L’osteopatia è un trattamento che garantisce il riequilibrio delle parti del corpo migliorando la mobilità e la postura della colonna vertebrale.

Il trattamento manipolativo osteopatico permette di gestire al meglio i carichi generati dalle posizioni assunte nella quotidianità recuperando il movimento e la buona elasticità dei tessuti circostanti.

Fattori di rischio

Sia nel caso della lombalgia che della lombosciatalgia esistono dei fattori di rischio strettamente collegati all’età avanzata che comporta un mutamento della colonna vertebrale, o all’eccessivo peso corporeo. Gli altri fattori di rischio possono essere dati dalla sedentarietà, l’assunzione di una postura scorretta, eccessivi sforzi fisici o scarso movimento, stress, depressione, colpo di freddo e utilizzo di calzature scomode.

Per prevenire l’insorgenza di lombalgia e lombosciatalgia e curarle al meglio, contatta Edoardo Rossi!

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Come curare l’epicondilite con l’osteopatia

L’epicondilite, o Gomito del Tennista, consiste in una infiammazione che interessa la zona del gomito: in cosa consiste il trattamento osteopatico e quali sono i vantaggi.

Conosciuta anche come Gomito del Tennista, l’epicondilite, consiste in una infiammazione che si verifica a livello del gomito e che è possibile curare con l’osteopatia. Scopriamo insieme come.

Cosa si intende per epicondilite

Abbiamo detto che l’epicondilite non è altro che un disturbo su base traumatica di un tendine in riferimento alla sua inserzione ossea. Generalmente si presenta con un dolore alla parte esterna del gomito che può essere costante. Il dolore aumenta con i movimenti del gomito o del polso e può essere molto invalidante. Di solito si associa gonfiore, rigidità mattutina e il dolore si aggrava premendo sul quel punto specifico. Spesso i pazienti non sono in grado di definire un fattore “scatenate il dolore” e per questo inizialmente viene trascurato, fino al raggiungimento del limite di sopportazione.

Epicondilite: come curare la sindrome del Gomito del Tennista con l’osteopatia

In questi casi, l’osteopatia può contribuire a migliorare le funzionalità dell’articolazione del gomito. Ma in che cosa consiste? L’osteopatia consente di lavorare sulle strutture che possono interessare il gomito, prevedendone il ripristino della mobilità e della funzionalità delle articolazioni. In questo modo, si evitano dei sovraccarichi funzionali che possono infiammare i tendini che si trovano nella prossimità del gomito. Finalmente basta alla sindrome del Gomito del Tennista.

Quindi l’osteopata non farà altro che far seguire al paziente un programma di rieducazione funzionale con esercizi di potenziamento e di allungamento della muscolatura del braccio. In questo modo si vanno a modificare le nostre cattive abitudini, e si avrà una pronta soluzione per combattere l’epicondilite.

 Edoardo Rossi, professionalità ed esperienza nell’osteopatia

L’osteopata Edoardo Rossi, da sempre si occupa del trattamento di vari disturbi articolatori come l’epicondilite. La sua professionalità ed esperienza ti permetteranno di ricevere il giusto trattamento di questa patologia senza più sentire i fastidiosi dolori tipici della sindrome del Gomito del Tennista.

Consulta il nostro sito e richiedi un appuntamento.

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Distorsione alla caviglia, in cosa consiste il trattamento osteopatico e quali sono i benefici

La distorsione alla caviglia avviene quando l’articolazione di quest’ultima si torce in maniera eccessiva o si piega.

Quando l’articolazione della caviglia viene forzata ad andare oltre al proprio range di movimento, i legamenti, cosí come i tendini ed i muscoli, subiscono lesioni come lo stiramento o addirittura la rottura. In genere le distorsioni piú frequenti sono quelle che interessano la parte esterna della caviglia, provocando dolore e gonfiore con un movimento tipico che avviene quando la punta del piede è verso il basso e la caviglia ruota verso l’interno. La distorsione della caviglia è direttamente connessa all’energia esercitata sulla caviglia che non sempre dipende dal tipo di caduta, piuttosto puó dipendere dal peso del paziente e dal meccanismo con il quale avviene il trauma.

I sintomi sono gonfiore, limitazione dei movimenti, dolore o nei casi piú gravi, ematomi o ecchimosi.

Come l’osteopatia cura la distorsione alla caviglia

La distorsione viene solitamente trattata con il riposo, il ghiaccio e la somministrazione di farmaci antinfiammatori: talvolta puó essere necessario bloccare l’arto interessato con bendaggio.

Nel protocollo riabilitativo, il trattamento osteopatico puó garantire la guarigione totale della distorsione alla caviglia. L’osteopatia si dimostra particolarmente indicata per aiutare a ristabilire le ossa del piede, allentando la tensione legamentosa.

L’intervento dell’osteopata è importante non solo per risolvere il problema in loco sulla caviglia e piede, ma la distorsione di caviglia comporta un rotazione opposta della tibia e del femore compromettendo anche l’osso sacro e il bacino.

È importante dunque trattare bene la distorsione poiché con il tempo può portare ad avere dolori alla schiena.  Anche se la caviglia è gonfia si possono effettuare trattamenti di drenaggio per aiutare quest’ultima a sgonfiarsi.

Il trattamento osteopatico e sport

Il trattamento osteopatico si dimostra efficace anche per la cura della distorsione alla caviglia a seguito di un trauma in ambito sportivo, riducendo il dolore e aiutando nel recupero della funzionalitá articolare, assicurando un effetto positivo anche sull’assetto posturale e neuromuscolare.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sui benefici dell’osteopatia in caso di distorsione alla caviglia, contatta subito Edoardo Rossi!