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Distorsione alla caviglia, in cosa consiste il trattamento osteopatico e quali sono i benefici

La distorsione alla caviglia avviene quando l’articolazione di quest’ultima si torce in maniera eccessiva o si piega.

Quando l’articolazione della caviglia viene forzata ad andare oltre al proprio range di movimento, i legamenti, cosí come i tendini ed i muscoli, subiscono lesioni come lo stiramento o addirittura la rottura. In genere le distorsioni piú frequenti sono quelle che interessano la parte esterna della caviglia, provocando dolore e gonfiore con un movimento tipico che avviene quando la punta del piede è verso il basso e la caviglia ruota verso l’interno. La distorsione della caviglia è direttamente connessa all’energia esercitata sulla caviglia che non sempre dipende dal tipo di caduta, piuttosto puó dipendere dal peso del paziente e dal meccanismo con il quale avviene il trauma.

I sintomi sono gonfiore, limitazione dei movimenti, dolore o nei casi piú gravi, ematomi o ecchimosi.

Come l’osteopatia cura la distorsione alla caviglia

La distorsione viene solitamente trattata con il riposo, il ghiaccio e la somministrazione di farmaci antinfiammatori: talvolta puó essere necessario bloccare l’arto interessato con bendaggio.

Nel protocollo riabilitativo, il trattamento osteopatico puó garantire la guarigione totale della distorsione alla caviglia. L’osteopatia si dimostra particolarmente indicata per aiutare a ristabilire le ossa del piede, allentando la tensione legamentosa.

L’intervento dell’osteopata è importante non solo per risolvere il problema in loco sulla caviglia e piede, ma la distorsione di caviglia comporta un rotazione opposta della tibia e del femore compromettendo anche l’osso sacro e il bacino.

È importante dunque trattare bene la distorsione poiché con il tempo può portare ad avere dolori alla schiena.  Anche se la caviglia è gonfia si possono effettuare trattamenti di drenaggio per aiutare quest’ultima a sgonfiarsi.

Il trattamento osteopatico e sport

Il trattamento osteopatico si dimostra efficace anche per la cura della distorsione alla caviglia a seguito di un trauma in ambito sportivo, riducendo il dolore e aiutando nel recupero della funzionalitá articolare, assicurando un effetto positivo anche sull’assetto posturale e neuromuscolare.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sui benefici dell’osteopatia in caso di distorsione alla caviglia, contatta subito Edoardo Rossi!

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Cos’è la gonalgia e come curarla con l’osteopatia

Cos’è la gonalgia, quali sono le possibili cause, quali sono i sintomi e come curarla con l’osteopatia.

 La gonalgia è conosciuta più comunemente come “dolore al ginocchio”, quale disturbo associato alle sollecitazioni legate ad attività quotidiane che comprendono l’inginocchiarsi, il camminare, il sollevare pesi e lo stare in piedi. Proprio a causa delle continue sollecitazioni alle quali è sottoposto, il ginocchio può avere varie condizioni patologiche di tipo traumatico, infiammatorio e degenerativo. Il dolore al ginocchio può colpire giovani ed anziani, soprattutto se in sovrappeso, o coloro che praticano un’intensa attività fisica.

La sintomatologia della gonalgia si manifesta generalmente con rigidità e difficoltà ad estendere la e flettere la gamba, gonfiore, arrossamento, difficoltà nel sostenere il proprio corpo durante la deambulazione o scricchiolii se l’articolazione è in movimento.

Come curare la gonalgia con l’osteopatia

La terapia per la cura della gonalgia complessivamente comprende la somministrazione di farmaci quali antinfiammatori per controllare il dolore e lo svolgimento di terapie conservative (fisioterapia, l’utilizzo di tutori, tens, tecar, laser o infiltrazioni di acido ialuronico che ostacolano il deterioramento cartilagineo). In casi più complessi si farà ricorso all’intervento di chirurgia rigenerativa.

Oltre a queste possibili cure, per trattare la gonalgia si può scegliere il trattamento manipolativo osteopatico capace di aiutare il paziente a rimettersi in tempi rapidi e con ottimi risultati.

L’osteopatia consente di ripristinare il movimento dell’articolazione del ginocchio riallineando le ossa articolari e liberandole da ogni tensione legamentosa.

Molto spesso l’osteopatia è in grado di risalire all’origine reale della patologia, legata ad altre zone del corpo come la colonna vertebrale, il bacino, le caviglie o i piedi. Grazie alla pratica di manipolazione non invasiva, il paziente potrà recuperare una parte o la completa mobilità dell’articolazione interessata.

Diagnosi della gonalgia

La diagnosi di gonalgia viene effettuata tramite anamnesi, test attivi e passivi e test ortopedici. Solo in seguito si può richiedere di avvalorare l’ipotesi con un esame strumentale come Rx e rmn. 

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Cos’è la coxalgia, quali sono le cause e in cosa consiste l’approccio osteopatico

Con il termine coxalgia si indica il dolore all’anca che interessa generalmente inguine e glutei.

La coxalgia é una condizione medica caratterizzata da un dolore localizzato nella zona dell’anca, in particolare nell’inguine e sede glutea con limitazione funzionale dell’articolazione.

Piú comunemente conosciuto come dolore all’anca, si tratta di una patologia cronico-degenerativa data da una degenerazione della cartilagine dell’anca che ne compromette la sua funzionalitá e la normale deambulazione.

La coxalgia viene causata molto spesso dall’assunzione di posture scorrette, da problematiche presenti nel piede, nel ginocchio o nel bacino, da traumi diretti o sovraccarichi funzionali.

L’artrosi all’anca puó differenziarsi in primitiva (comune nell’etá adulta) o secondaria (dovuta a deformitá articolari come le patologie infettive, reumatiche e traumatiche o la displasia dell’anca).

La coxalgia presenta una sintomatologia tipica che si manifesta con dolore inguinale o in sede trocanterica, limitazione articolare e deambulazione difficoltosa.

Benefici dell’osteopatia nella coxalgia

Il trattamento classico per la patologia della coxalgia prevede la somministrazione di antinfiammatori (orali o locali) che attenuano l’infiammazione ed il dolore.

L’approccio osteopatico invece è orientato a ridurre la sintomatologia dolorosa migliorando la funzionalitá articolare e ripristinando la corretta deambulazione, valutando il caso secondo un’ottica piú globale. Il trattamento osteopatico non si limita al dolore provato dal paziente ma cerca di individuarne la causa partendo dall’origine: una volta individuata, non solo il dolore sparirá ma vi sará ridotta la possibilitá che torni di nuovo.

In cosa consiste il trattamento osteopatico per curare la coxalgia

Nella seduta d’osteopatia l’osteopata cercherá di indagare, tramite una serie di domande, sulle caratteristiche del dolore. Successivamente verrano svolti dei test che servono a valutare l’entitá del problema all’anca individuando le strutture coinvolte e le zone che risultano in disfunzione. Questa fase serve per poter agire tramite manipolazioni che ristabiliranno un riallineamento delle strutture ossee e articolari e lo scioglimento delle contratture muscolari che riequilibreranno l’intero organismo.

Cosa fare oltre al trattamento osteopatico?

Oltre al trattamento osteopatico, è possibile prevenire o regolare la coxalgia perdendo peso (riducendo lo stress per le articolazioni) applicando qualcosa di freddo quando l’anca è infiammata e svolgendo esercizio fisico che aiuta ad aumentare il range di movimento dell’articolazione.

Se desideri ricevere maggiori informazioni, contatta Edoardo Rossi.

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Tunnel carpale e osteopatia: come risolvere il disturbo e in cosa consiste il trattamento

Nel nostro nuovo approfondimento ci soffermeremo sulla sindrome del tunnel carpale e su come sia possibile intervenire con l’osteopatia per risolvere il disturbo.

 La sindrome del tunnel carpale comprende una serie di disturbi che il paziente avverte in riferimento ad una zona del polso chiamata carpo. Il carpo collega le ossa dell’avambraccio con quelle della mano e allo stesso modo le ossa del carpo formano un vero e proprio passaggio chiamato tunnel.

Può accadere che il tunnel carpale si restringa a causa di un ingrossamento dei tendini, causando gonfiore, dolore e senso di debolezza alla mano ed al polso fino ad irradiarsi verso l’avambraccio.

L’osteopatia rappresenta una validissima soluzione per il trattamento della sindrome del tunnel carpale, facendo scomparire i sintomi nel giro di poche settimane.

Grazie alle manipolazioni osteopatiche è possibile risalire alla causa scatenante della patologia, recuperando la corretta fisiologia dell’organismo e prevenendo eventuali recidive.

In cosa consiste il trattamento osteopatico

Come prima cosa, l’osteopata analizzerà la zona del polso cercando di comprendere quali sono le posizioni ed i movimenti che arrecano dolore e fastidio nel paziente.

Il trattamento osteopatico non si fermerà sulla zona del carpo ma cercherà di rintracciare l’origine della patologia focalizzandosi sulle spalle, l’avambraccio, le scapole, le clavicole e la rachide cervicale. Molto spesso l’osteopata potrebbe richiedere un’elettromiografia, ovvero un esame specifico che valuta la velocità di trasmissione dei segnali nervosi attraverso il nervo mediano, escludendo danni muscolari.

La tempestività nella diagnosi di tale patologia consente di ottenere risultati soddisfacenti del trattamento manipolativo anche nel corso delle prime 3 settimane di sedute. Grazie all’osteopatia il paziente potrà ripristinare un corretto equilibrio di tutta la mobilità articolare e muscolare assicurando uno stato di benessere sull’intero organismo.

Le cause

Molto spesso non esiste una causa ben precisa che porta all’insorgenza della sindrome ma possono contribuire una serie di molteplici fattori quali: pressione sul nervo mediano, frattura delle ossa del polso, accumulo di grasso o liquidi (ritenzione idrica durante la gravidanza), ipotiroidismo o diabete, difetto congenito (tunnel piccolo) o attività che causano infiammazione.

Se ti è capitato di soffrire della sindrome del tunnel carpale, contatta Edoardo Rossi e prenota una seduta specialistica per risolvere il problema! Chiedi di più.

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Asimmetria mandibolare e problemi di postura, sintomi e cure

Il legame tra problemi di postura e asimmetria mandibolare viene gestito grazie all’intervento di fisioterapisti, fisiatri ed osteopati

Pur trattandosi di un argomento molto dibattuto nella letteratura scientifica, recenti studi hanno evidenziato una correlazione tra l’asimmetria mandibolare e i problemi di postura: molto spesso infatti alcune asimmetrie in campo ortopedico sono collegate a malocclusioni dentali e viceversa. La malocclusione, quale difettoso ingranaggio dei denti, è un problema disfunzionale che coinvolge l’articolazione temporo-mandibolare, provocando ripercussioni sul collo, sulla schiena e sull’atteggiamento posturale.

Questo legame tra problemi di postura e asimmetrie mandibolari viene gestito grazie all’intervento di fisioterapisti, fisiatri, ortopedici ed osteopati: agire sulla correzione della postura e su alcune malocclusioni diviene particolarmente importante soprattutto durante lo sviluppo corporeo prevenendone in tal modo il peggioramento. Non a caso, le asimmetrie mandibolari e quelle posturali si verificano proprio durante il periodo di crescita dell’individuo come risultato di un’interferenza occlusale.

Sintomi e cure

Le problematiche relative alla malocclusione e ad un atteggiamento posturale scorretto, scatenano una serie di sintomatologie varie molto spesso non strettamente connesse a problematiche occlusali. Tra i sintomi più diffusi: muscolatura indolenzita, stanchezza muscolare, cefalea, cervicalgia, lombalgia, dolori nei vari settori della colonna vertebrale.

Una maniera efficace per curare l’asimmetria mandibolare ed i problemi di posturali prevede l’utilizzo di apparecchi ortodontici al fine di ricreare una corretta occlusione riequilibrando la muscolatura. La terapia ortodontica viene supportata anche da sedute di terapia miofunzionale tese a sostenere la muscolatura del viso e della bocca.

La malocclusione e il legame tra asimmetria mandibolare e problemi di postura

La malocclusione è un’alterazione dell’allineamento dentale capace di provocare problemi non solo masticatori ma anche respiratori, usura dei denti e tensioni muscolari.

La malocclusione è una problematica dentale che innesca però l’insorgenza di una serie di disturbi collegati a livello posturale: non essendo una patologia che si risolve autonomamente è bene intervenire tempestivamente per rallentarne lo sviluppo.

Esistono 3 tipologie di malocclusioni che vengono chiamate “classi”. Nella malocclusione di I classe, i denti dell’arcata superiore sovrastano quelli dell’arcata inferiore, nella malocclusione di II classe invece l’arcata mascellare sporge maggiormente rispetto all’arcata mandibolare ed infine nella malocclusione di III classe l’arcata superiore è arretrata rispetto a quella inferiore. Quest’ultimo tipo di malocclusione genera un arretramento della testa rispetto alla sua posizione normale provocando mialgie e cifosi.

Se ti è capitato almeno una volta di soffrire di mal di schiena e disturbi della postura, prenota la tua visita specialistica dall’osteopata Edoardo Rossi!

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Osteopatia durante la gravidanza, quali sono i vantaggi

Ricorrere all’osteopatia durante il periodo della gravidanza è un valido aiuto per preparare e assecondare il corpo della donna ai cambiamenti che avvengono nell’organismo prevenendo complicazioni e dolori.

Il legame tra osteopatia e gravidanza serve per donare benessere ed equilibrio al corpo della futura mamma, alleviando il più possibile le problematiche si presentano durante il periodo della gravidanza. In particolar modo l’osteopata aiuta la donna nella cura di sciatalgia, problemi digestivi, difficoltà nella respirazione, dolori alle gambe, articolari, mal di testa e problemi circolatori agli arti inferiori.

Grazie alle manipolazioni osteopatiche l’organismo si potrà adattare al meglio ai cambiamenti dei tessuti del corpo, alle pressioni addominali, senza alcun effetto collaterale. È importante sottolineare che sottoporsi ad un trattamento osteopatico in gravidanza non comporta alcun rischio né per la mamma né per il feto ma anzi, si tratta di un intervento di prevenzione utile soprattutto se si interviene fin dai primi mesi agendo inoltre sugli stati emotivi della futura mamma.

I vantaggi dell’osteopatia in gravidanza

L’osteopatia durante il periodo della gravidanza agisce nella zona del pavimento pelvico e del sistema articolare e miofasciale, riequilibrando le zone di tensione e migliorandone la postura.

Questo è solo uno dei tanti benefici che l’osteopatia apporta nel corpo di una donna in gravidanza.

Nello specifico, trattando il pavimento pelvico mediante esercizi specifici l’osteopata va ad eliminare le tensioni nella zona dell’utero rendendo in tal modo la fase espulsiva più fisiologica possibile. È stato scientificamente provato che le donne sottoposte al trattamento osteopatico, percepiscano meno dolore durante il parto e meno complicanze. Saranno sufficienti massimo 7 sedute di osteopatia, tenendo conto delle singole esigenze e caratteristiche della paziente.

L’osteopatia è inoltre consigliata non solo nella preparazione al parto ma anche nel periodo successivo, aiutando le neomamme a recuperare in maniera ottimale lo stress che il corpo ha subito, migliorando l’umore e alleviando dolori e sintomi.

Contatta Edoardo Rossi per saperne di più!

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Osteopatia pediatrica, cos’è e quando puó essere utile

L’osteopatia pediatrica, mediante pressioni delicate e non invasive, aiuta il bambino a liberarsi di alcune tensioni come la difficoltá di suzione, stipsi, coliche e reflusso.

L’osteopatia pediatrica stimola la capacitá nel bambino di autoregolarsi (principio di autoguarigione) soprattutto se insorgono problematiche connesse ai disturbi del sonno, asimmetrie craniche, scoliosi, otiti ricorrenti, ritardi nello sviluppo o nell’apprendimento, torcicollo miogeno congenito e malocclusioni.

I trattamenti risultano estremamente efficaci anche per il trattamento dei danni da parto, che possono provocare nel neonato disfunzioni craniche e disturbi di vario genere, come stipsi, coliche, problemi di suizione e molto altro.

I trattamenti di osteopatia pediatrica

I trattamenti osteopatici sono sempre piú richiesti per risolvere disfunzioni nei bambini grazie a tecniche manipolative delicate e non dolorose che ripristinano l’equilibrio, agendo sui diversi sistemi del corpo quali il muscolo scheletrico, fasciale e cranio sacrale.

L’approccio osteopatico è indicato giá nelle prime settimane di vita soprattutto nel caso in cui vi sia stato un parto difficoltoso: gli studi dimostrano come un controllo periodico contribuisca ad uno sviluppo sano dell’organismo per prevenire inoltre problematiche posturali molto diffuse.

Come avvengono le sedute di osteopatia pediatrica

Nella prima seduta di osteopatia pediatrica, l’osteopata sottoporrá alcune domande ai genitori del bambino relative al suo stato di salute generale.

Successivamente lo specialistá osserverá il bambino facendogli compiere alcuni movimenti che ne permetteranno una valutazione piú chiara soprattutto ponendo l’attenzione sulla postura e sulle eventuali asimmetrie o aree disfunzionali.

A quel punto l’osteopata informerá i genitori sulle possibili cause del disturbo presente formulando un percorso terapeutico idoneo a risolvere la problematica: alcuni bambini potrebbero aver bisogno di un solo trattamento mentre altri piú d’una seduta.

In media le sedute di osteopatia pediatrica avranno una durata di 45-60 minuti a seconda della problematica da trattare.

L’osteopatia pediatrica puó essere rischiosa?

Sebbene l’osteopatia pediatria tratti il bambino con movimenti dolci e non invasivi, è bene tenere in conto quelli che potrebbero essere gli eventuali e rari rischi. Trattandosi di manipolazioni corporee, è essenziale che esse siano svolte da mani esperte al fine di non provocare lesioni al midollo spinale o agli arti. 

Il trattamento osteopatico non è inoltre consigliato ai bambini con fratture e malformazioni congenite o nel caso in cui siano presenti traumi cranici e malattie infettive.

È importante, comunque, precisare che i trattamenti di osteopatia pediatrica non presentano effetti collaterali. Possono, quindi, essere effettuati in tutta sicurezza.

Vuoi saperne di più? Contatta Edoardo Rossi per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento!

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Quali sono i trattamenti osteopatici per attività sportiva più diffusi

Praticare regolarmente sport puó compromettere la struttura muscolo-scheletrica a sollecitazioni e piccoli traumi quotidiani. Tali problematiche possono manifestarsi sotto forma di blocchi, strappi, dolori che devono essere curati con il lavoro osteopatico.

Nell’articolo di oggi parleremo dei vari trattamenti osteopatici dedicati a chi pratica attività sportive. 

I trattamenti osteopatici per sportivi

L’osteopatia puó mantenere e migliorare le performance atletiche contribuendo a prevenire i danni a carico del sistema muscolo-scheletrico: nello specifico vengono migliorati la mobilitá articolare, l’elasticitá e l’allungamento muscolare, il controllo e l’armonizzazione della postura e riequilibrate le funzioni neuro-muscolo-scheletriche.I

l trattamento osteopatico per gli sportivi si occupa di curare cervicalgie, dolori articolari, colpi di frusta o cadute, eventi traumatici che bloccano l’attivitá causando molto spesso delusione per atleti sia agonisti che amatoriali.

Grazie al lavoro dell’osteopatia viene favorito il processo di guarigione cercando la causa del trauma.

L’osteopata tramite tecniche manuali manipola i tessuti molli, le articolazioni e la colonna vertebrale in tensione, mobilizzando i muscoli ed influenzando in maniera positiva il sistema circolatorio e nervoso generando effetti benefici sull’intero organismo.

Sará fondamentale inoltre indirizzare il paziente verso esercizi di stretching e ginnastica osteopatica, per prevenire i traumi sviluppati da tensioni muscolari e articolari. Infine, seguire una corretta e sana alimentazione durante l’attivitá sportiva ed un adeguato riposo è altamente consigliato al fine di limitare la possibilitá di subire incidenti.

L’importanza dell’osteopatia nello sport

È bene sottolineare che l’osteopatia non interviene solo in caso di traumi ma anzi, approccia alla persona nella sua interezza. Rivolgersi ad un osteopata è importante non solo in caso di sintomi ma soprattutto prima di un allenamento.

Il legame indissolubile tra sport ed osteopatia è uno strumento utile per lo sportivo anche per superare l’affaticamento dovuto all’allenamento: significa prendersi cura del proprio corpo avendo la certezza di poter superare le sfide, al massimo delle proprie potenzialitá.

I ciclisti, ad esempio, potranno beneficiare del trattamento osteopatico per alleggerire il sovraccarico della colonna vertebrale dato dal mantenimento di una posizione non naturale.

Anche il pallavolista puó trarne notevoli vantaggi nei dolori alla spalla, causati da movimenti ripetuti, cosí come lo sciatore che molto spesso è soggetto a cadure, traumi ed infortuni.

Contatta Edoardo Rossi per saperne di piú!

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Patologie muscolo-scheletriche: quali sono e come trattarle

L’insieme delle diverse patologie muscolo scheletriche va sotto l’acronimo MMS, “malattie muscolo-scheletriche”. Sono spesso associate a limitazioni funzionali e sintomatologia dolorosa, e possono comprendere malattie sia ad insorgenza acuta e breve e sia malattie croniche.

Obesità, ridotta attività fisica e stile di vita sono fattori che influiscono enormemente sull’insorgenza delle stesse, portando e lungo termine ad avere sostanziali ripercussioni sulla vita sociale dell’individuo e, in alcuni casi, a condizioni di inabilità sul lavoro o disabilità.

Manifestazioni delle patologie muscolo-scheletriche 

Le patologie più diffuse sono senza dubbio mal di schiena, artrite, artrosi, osteoporosi e reumatismi delle parti molli. 

I sintomi comuni delle malattie muscolo-scheletriche possono insorgere a carico di muscoli, ossa, legamenti o tendini (e quindi nelle articolazioni) e comprendono debolezza, rigidità, dolore e spesso ridotta ampiezza di movimento.

Queste patologie sono legate ad una infiammazione, che apporta, oltre il dolore, gonfiore e e calore, e può essere scatenata sia da infezioni che da disturbi autoimmuni.

I disturbi muscolo-scheletrici colpiscono prevalentemente il collo, la schiena, le spalle e gli arti e la maggior parte di essi si sviluppa con il tempo.

Fattori di rischio

Tra i fattori di rischio, che sono sia biomeccanici che psicosociali, possiamo includere:

  • Movimenti ripetuti che richiedono sforzo
  • Rimanere in piedi o seduti a lungo nella stessa posizione
  • Lavoro osteo-muscolare intenso e prolungato
  • Lavoro osteo-muscolare che non prevede pause o possibilità di cambiare posture
  • Elevata intensità lavorativa
  • Bullismo/insoddisfazione sul lavoro
  • Stile di vita e abitudini

Alcune volte le cause scatenanti possono essere di natura genetica, ma in linea di massima possiamo comunque attuare misure molto efficaci per contrastare e prevenire tutti i possibili problemi legati all’apparato muscolare e scheletrico, come l’evitare sollecitazioni eccessive e posture scorrette, praticare attività fisica adeguata, seguire un regime alimentare equilibrato e salutare, seguire una terapia psicologica e psicosomatica e adottare un apporto sufficiente e bilanciato di calcio e vitamina D.

È importante comprendere, quindi, che per preservare il nostro apparato osteoarticolare sia di essenziale importanza adottare un corretto stile di vita e porre una attenzione maggiore alla nostra postura.

Per saperne di più, o per fissare una visita, contattami subito.